Vivendi fa causa a Tim: ha depositato un ricorso contro la vendita della rete.

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Milano – Il gruppo Vivendi ha depositato un atto di citazione presso il tribunale di Milano per richiedere che il giudice dichiari invalida la decisione del consiglio di amministrazione di Telecom Italia del 5 novembre scorso. In quella riunione, il consiglio aveva approvato con ampia maggioranza la vendita della rete di telefonia fissa a Kkr per 18,8 miliardi di euro (con un possibile aumento fino a 22 miliardi). Secondo Vivendi, che detiene il 23,75% delle azioni di Tim, il consiglio non ha rispettato la legge: non ha sottoposto l’offerta, a cui partecipa anche il Ministero dell’Economia, all’esame preventivo del Comitato parti correlate, e soprattutto non l’ha presentata all’assemblea straordinaria.
Secondo Vivendi, la vendita della rete avrebbe un impatto sull’oggetto sociale e dovrebbe essere approvata dalla maggioranza dei due terzi degli azionisti presenti all’assemblea. Vivendi contesta anche il prezzo offerto da Kkr, che considera svalutato rispetto al valore e all’unicità della rete, stimati a 31 miliardi. Per tutti questi motivi, il gruppo francese, che ha come avvocati i professori Giuseppe Guizzi, Ilaria Pagni e Giuseppe Ferri, ha chiesto al Tribunale di Milano di invalidare la decisione del consiglio di Tim, che invece intende procedere con la vendita della rete.
La prima udienza si svolgerà presumibilmente a metà aprile, probabilmente prima dell’assemblea di Telecom del 23 aprile, convocata per l’approvazione del bilancio 2023 e per il rinnovo del consiglio. A questo proposito, l’attuale consiglio di amministrazione ha appena avviato le procedure per la presentazione di una nuova lista per il consiglio con Pietro Labriola come amministratore delegato, ma sembra che il colosso francese non voglia sostenerla.
Telecom ha risposto categoricamente che ha seguito scrupolosamente la legge. Inoltre, Tim fa notare che Vivendi “non ha presentato alcuna richiesta di provvedimento cautelare né ha chiesto un’ordinanza urgente per sospendere l’esecuzione della delibera e degli atti negoziali ad essa correlati. Le attività previste dagli accordi con Kkr per concludere l’operazione continueranno, quindi, come previsto, senza ritardi o interruzioni”. Fonti vicine a Vivendi affermano che con l’atto di citazione, il gruppo francese chiede al tribunale di esaminare la decisione assunta dal consiglio di amministrazione e analizzare dettagliatamente tutti i punti contestati.
Telecom precisa inoltre che Vivendi aveva già annunciato mesi fa l’intenzione di avviare una causa, causando effetti sul mercato azionario, e che questa si basa su argomenti che Tim ha già valutato attentamente al momento dell’approvazione dell’operazione. Secondo Telecom, un confronto preliminare, che Labriola ha spesso sollecitato, avrebbe potuto aiutare a capire meglio la questione e la sua legittimità, evitando di prolungare l’incertezza e l’instabilità a discapito degli azionisti e degli altri stakeholder di Tim.
Se il giudice dovesse accogliere le richieste di Vivendi, secondo fonti legali vicine al gruppo francese, potrebbe anche sospendere cautelativamente il processo di vendita della rete, poiché Vivendi avrebbe teoricamente diritto a un risarcimento danni milionario e a un possibile diritto di recesso. Tuttavia, i tempi della giustizia ordinaria potrebbero essere molto lunghi e una decisione potrebbe arrivare quando la vendita della rete a Kkr e Mef sarà già stata conclusa. Questa notizia, che il mercato temeva potesse interrompere l’operazione, ha invece portato a festeggiamenti, facendo aumentare il valore delle azioni del 2,36% a 0,269 euro.

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