Tadej Pogacar sorprendente alla Strade Bianche: attacca in solitaria a 81 km dal traguardo e vince con un margine di 3 minuti sul secondo classificato.

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Nuovo trionfo del fenomeno sloveno: un’azione straordinaria e un vantaggio enorme, superiore ai 3 minuti, all’arrivo a Siena.

Questo Pogacar è uno spettacolo eccezionale. Le Strade Bianche sono sue per la seconda volta nella sua carriera, ma è il modo in cui ha vinto a rendere quasi incredibile la vittoria del fenomeno sloveno. L’attacco solitario di Tadej è avvenuto a 81 km dalla fine, nel tratto più duro di sterrato, quello di Sante Marie, l’ottavo dei quindici settori bianchi in programma. Un’accelerazione preparata insieme ai suoi compagni di squadra della UAE-Emirates Del Toro e Wellens. Poi, da solo, ha salutato tutti.

Lo hanno visto di nuovo in Piazza del Campo, già pronto per salire sul podio. Un vantaggio che è cresciuto rapidamente: un minuto, due, tre. 3’47” al massimo. Mentre dietro c’erano discussioni, Pogacar pedalava e sorrideva al pubblico, cambiava gli occhiali, assaporava, si divertiva e divertiva. Al secondo posto, a quasi 3 minuti, il lettone Skujins, terzo il belga Van Gils. Formolo settimo, il migliore degli italiani, Zana nono.

Dietro di lui, a parte i lampi di Ben Healy e il vano inseguimento di Van Gils e Skujins, il resto del gruppo – Pidcock, tutta la Visma, Bardet, Van Eetvelt, l’eccellente Zana – ha corso un’altra gara, molto distante da Pogacar. Il percorso più impegnativo, con 215 km e 15 settori sterrati, ha alimentato la voglia di spettacolo di Pogi, nel primo giorno di gara di un 2024 in cui sarà protagonista anche al Giro d’Italia, oltre che al Tour de France. In vista del Grande Boucle, un segnale inviato a Jonas Vingegaard, protagonista la settimana scorsa in Spagna con giornate di assoluta sovranità. Da Firenze a Nizza, a luglio, la loro sfida sarà ancora epica.

È la seconda vittoria per Pogacar nella classica delle strade bianche a Siena. La prima, nel 2022, era stata ottenuta anch’essa con un’azione solitaria, ma di “soli” 49 km. Questa volta ha davvero esagerato: ha iniziato sotto una pioggia battente ed è finito, due ore e relative fatiche più tardi, sotto il sole. È la vittoria più impressionante delle 64 in carriera da professionista per Pogacar, che un anno fa all’Amstel ha sfondato – ma non da solo – 83 km prima di superare il compagno di azione Healy. Ci rivediamo ora alla Milano-Sanremo, una corsa molto attesa, dove è davvero difficile improvvisare da così lontano. Difficile, ma non impossibile. E soprattutto, non impossibile per uno come lui.

Andamento più tradizionale invece per le Strade Bianche femminili. La vittoria è stata contesa tra due atlete, sull’ultima salita di Via di Santa Caterina: lì la campionessa del mondo Lotte Kopecky è stata più forte della sua compagna di azione, Elisa Longo Borghini. L’attacco decisivo della belga nella parte più dura della salita, a 500 metri dal traguardo. Longo Borghini chiude a 4″: “Una gara di altissimo livello. Ho cercato di giocare le mie carte e alla fine torno a casa con un ottimo secondo posto. Posso essere soddisfatta, sono stata battuta solo dalla Campionessa del Mondo. Penso di aver onorato la maglia tricolore nella mia corsa preferita. Provando sempre a vincere. E’ stato un bel duello, sono contenta del risultato”. Al terzo posto Demi Vollering a 26″.

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