Swisscom valuta l’opportunità di rispondere all’offerta di Iliad nella rivalità con Vodafone.

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MILANO — C’è molta agitazione nel settore delle telecomunicazioni italiane, in attesa di scoprire chi sceglierà come partner Vodafone, che interessa sia Iliad che Fastweb. Swisscom, che stava già conducendo un’analisi dettagliata su Vodafone Italia per combinarla con la sua Fastweb, ha preso del tempo per valutare meglio l’offerta di Iliad, lanciata lunedì, e sta considerando se e come fare una controfferta.

Xavier Niel ha offerto 10,45 miliardi per le operazioni italiane del gruppo britannico. Gli svizzeri, che sono assistiti da Evercore in questa operazione, avevano già valutato in passato una fusione con Vodafone, ma ora si trovano ad un bivio: fare una offerta alternativa, magari subito vincolante, che si avvicini alla proposta di Iliad, oppure abbandonare i negoziati e cercare di acquisire solo le parti di infrastruttura e clienti che l’Antitrust UE dovrebbe imporre come rimedio alla fusione tra Vodafone e Iliad.

La prima cosa da rimettere in gioco sarebbero le frequenze 700 Mhz per il 5G, che nel 2018 erano state assegnate a Tim, Vodafone e appunto Iliad e che potrebbero essere messe di nuovo in vendita. Inoltre, se Iliad acquisisse Vodafone, diventerebbe il principale operatore mobile con una quota di mercato del 37% e potrebbe essere costretta dall’UE a cedere altre attività. Infine, il matrimonio tra Vodafone e Iliad aumenterebbe l’indebitamento della nuova società di altri 7 miliardi, rendendo più difficile competere tramite offerte aggressive.

Da parte sua, Vodafone attende con fiducia una controproposta da parte di Swisscom e ha accolto l’offerta di Iliad con un comunicato istituzionale precisando che “non ci sono certezze sul fatto che l’operazione venga portata a termine”. Per questo motivo, Vodafone non ha ancora iniziato ad analizzare nel dettaglio l’offerta di Niel.

A seconda di come si sviluppa la situazione e quale fusione venga conclusa per prima, gli altri operatori saranno anche loro costretti a reagire sia sul fronte operativo che commerciale.

Al momento, sia Tim (che sta vendendo la sua rete fissa a Kkr) che Wind3 (che entro febbraio deve cedere il 60% della sua rete mobile a Eqt) stanno osservando da lontano, ma potrebbero entrare in gioco una volta che i giochi saranno fatti. Se alla fine l’offerta di Iliad per Vodafone dovesse andare in porto, gli analisti vedrebbero positivamente un’unione tra Fastweb e Wind3, che già condividono buona parte della loro infrastruttura mobile. Un gruppo del genere, con la possibilità di partecipare anche alla gara per le frequenze 700 Mhz, diventerebbe un competitore temibile.

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