Sinner e la tattica per raggiungere la prima posizione: comincia la competizione con Djokovic e Alcaraz.

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Djokovic e Sinner

Ultimi giorni di preparazione, poi si parte per la stagione 2024 e la corsa alla leadership nel ranking Atp. Per Jannik grande chance tra Roma e Parigi

La preparazione invernale di un po’ tutti i tennisti, da Sinner in poi, è agli sgoccioli: restano gli ultimi giorni, poi ci si dedicherà al Natale e quindi si partirà verso l’Oriente (chi verso Hong Kong, oppure Perth/Sydney, o Brisbane, Adelaide, infine Auckland) per iniziare la stazione 2024. E, dunque, si riparte per la grande corsa all’oro: quella per diventare numero 1.

Comanda Novak Djokovic, a seguire Carlos Alcaraz, Daniil Medvedev e Jannik Sinner. Cosa attenderci? Di certo il primo mese dell’anno è a favore di Alcaraz. Lo spagnolo, in questo 2023, non ha giocato a gennaio perché infortunato. Dunque, non ha punti da difendere e tutto da guadagnare. Chi rischia di dover partire a palla è il serbo leader, perché ha vinto gli ultimi Australian Open. I punti in scadenza sono tutti suoi. Anche Medvedev e Sinner non sono andati benissimo, fermandosi entrambi agli ottavi di finale. Potrebbero, e dovrebbero, tutti guadagnare. Infatti Djokovic è il primo a partire: giocherà la United Cup con la Serbia, mentre – ad esempio – Sinner si limiterà a una esibizione a Melbourne, prima dello Slam.

Tutti vogliono la corona. Ma dovranno guadagnarsela e sudarsela. Djokovic ha mostrato come, giocando meno tornei dei diretti concorrenti (solo 12 tornei, rispetto ai 21 di Medvedev, ai 20 di Sinner e ai 17 di Alcaraz) si può ottimizzare: la peggior prestazione del serbo è stata a Montecarlo, fermato da Lorenzo Musetti agli ottavi. Poi, per lui, due quarti di finali, una semifinale, una finale (Dolorosa, quella di Wimbledon) e solo vittorie. Però questo vuol dire che Nole non dovrà sbagliare un colpo, altrimenti rischia di essere risucchiato all’indietro (cosa che sperano tutti gli altri).

Un altro che dovrà fare attenzione al primo semestre sarà Alcaraz perché, da febbraio fino a Wimbledon, ha ‘ciccato’ solo il torneo di Roma. Tutti buoni risultati che dovrà ripetere, fino al clamoroso trionfo di Wimbledon.

E Medvedev? Beh, nei primi sei mesi dell’anno il russo difende quattro vittorie e la semifinale a Wimbledon. Sono punti pesanti, e non potrà consentirsi distrazioni.

Bene, veniamo dunque al tennista azzurro: è evidente che Jannik Sinner dovrà realizzare una grande performance a Melbourne se vorrà ambire al top, o anche semplicemente consolidare l’attuale posizione. Poi, a febbraio e marzo, dovrà impegnarsi per replicare il suo 2023, soprattutto nel Sunshine Double, che sta per i tornei di Indina Wells e Miami, dove ha raggiunto semifinale e finale. Ad aprile e maggio ha però delle altre ottime chance di rimonta in classifica, perché Roma e Parigi quest’anno non hanno regalato soddisfazioni all’altoatesino.

Poi, però, con l’erba riecco che Wimbledon gli chiede di tornare quantomeno in semifinale, e poi – dopo l’incognita olimpica (questo vale per tutti, anche se Alcaraz attende un via libera che al momento non ha perché non avendo giocato la Davis non ha i requisiti di partecipazione) – partirà la campagna americana che ha un po’ dato il via al boom azzurro. Chi ben comincia è a metà dell’opera, si dice. E il buongiorno lo capiremo dal mattino: Melbourne ci dirà molto del 2024 tennistico che ci attende.

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