“Rifiuto dei diritti Siae per l’utilizzo di foto a scopo critico: una decisione che potrebbe rivoluzionare le regole”

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Il giudice di pace di Lucca ha dato ragione a una rivista dopo due anni di battaglia legale. Per le foto di opere di artisti iscritti alla Siae pubblicate sulla rivista d’arte Aw ArtMag, la stessa non è tenuta a pagare alcun diritto di riproduzione alla Società degli autori ed editori. Il giudice ha confermato “il principio principale della legge sul diritto d’autore, secondo il quale è consentito l’uso delle immagini per scopi di critica e discussione, a condizione che non concorrano all’utilizzo economico”. È quanto spiegato dalla rivista stessa nel rendere nota la decisione. Aw ArtMag, con sede a Viareggio e pubblicazione sia cartacea che online, aveva presentato opposizione al Tribunale di Lucca contro un precetto della Siae, assistita dagli avvocati Leonardo Dell’Innocenti e Rossella Bruno.
In particolare, si spiega ancora, il giudice ha rilevato che la condotta tenuta dalla rivista “non costituisce una violazione del diritto di riproduzione delle opere d’arte, visto che non è l’effettivo utilizzatore delle opere d’arte e non ne trae profitto”. Secondo la sentenza, Aw ArtMag è “una rivista d’arte che si occupa di recensire mostre ed eventi nazionali. Pertanto, è un’opera di ingegno e quindi protetta dall’articolo 1 della legge sul diritto d’autore”. Inoltre, “la replica dell’opera per scopi di formato non può essere considerata una riproduzione”.

“Ormai sono passati due anni, lunghi e tormentati”, commenta la rivista in una nota, “che stiamo combattendo” contro le “richieste” della Siae, che “non intendono più rispettare la legge sul diritto d’autore” e si sono rivolte a noi con richieste di denaro, eccessive dal punto di vista economico, per la pubblicazione di immagini di artisti iscritti. Abbiamo cercato di coinvolgere tutti gli interessati (dagli artisti ai galleristi agli editori) attraverso vari articoli e l’organizzazione di un convegno. Nel luglio 2022, Riccardo Nencini, presidente della commissione Cultura al Senato, ha presentato un’interrogazione parlamentare. Addirittura, in segno di protesta, abbiamo pubblicato un numero nero di Aw ArtMag!”. In risposta “alle nostre iniziative, i loro avvocati hanno deciso di notificarci un precetto che ci intimava il pagamento per le opere d’arte riprodotte all’interno della rivista”: “In pochi – – conclude la nota, esprimendo soddisfazione – avrebbero scommesso sul risultato positivo di questa sentenza, che ovviamente non riguarda solo la nostra pubblicazione ma beneficia di tutte le pubblicazioni con caratteristiche simili alle nostre”.

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