Pugilato, Joshua trionfa e rinascita. Wilder, triste declino.

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Joshua colpisce Wallin con un poderoso destro
Nella notte stellare di Riad, il britannico batte lo svedese Wallin in soli 5 round e si riafferma come candidato al titolo mondiale. Netta sconfitta del pugile dell’Alabama, dominato a punti dal neozelandese Parker.
Il grande ritorno di Anthony Joshua, il triste declino di Deontay Wilder. “Il giorno del Giudizio”, il momento delle decisioni, ha emesso i suoi verdetti, probabilmente senza ritorno. In attesa dello scontro tra Tyson Fury e Oleksander Usyk, che il 17 febbraio combatteranno l’incontro più atteso dal 1999, per unificare il titolo dei massimi, a Riad si sono incontrati gli altri due pugili che hanno caratterizzato la categoria più affascinante negli ultimi anni. Joshua, reduce dalle due sconfitte con Usyk e da un ritorno che, sebbene vincente, aveva sollevato qualche dubbio, sembra recuperare un po’ della sua antica grandezza. Il suo avversario, lo svedese Otto Wallin, non è un fenomeno. Tuttavia, in carriera ha perso solo una volta, contro Tyson Fury, che ha portato il match fino ai punti. Contro Joshua, invece, Wallin ha combattuto anonimamente per 5 round prima di arrendersi. AJ non ha mostrato qualcosa di eccezionale, ma ha dominato il ring con maggiore personalità rispetto al recente passato, deliziando il pubblico, soprattutto nel quinto round, con una combinazione di ganci di grande maestria.
Il piano serata “prevedeva” anche la vittoria di Deontay Wilder, in vista di un grande ritorno mediatico il prossimo mese di marzo proprio contro AJ. Tuttavia, il pugile dell’Alabama ha profondamente deluso. Tutti aspettavano il suo poderoso destro, il pugno più potente in circolazione dai tempi di Mike Tyson, che gli ha permesso di vincere 42 dei suoi 43 incontri precedenti con spettacolari knockout. Ma quel destro non è mai arrivato a segno: Wilder non è mai riuscito a lanciarlo. Il suo avversario, il maori Joseph Parker (già sfidante per il titolo mondiale ma sconfitto l’anno scorso dal non irresistibile Joe Joyce), si è accontentato di svolgere il suo compito: combinazioni senza una grande continuità e il centro del ring costantemente tenuto. Sufficiente per una vittoria ai punti molto ampia. Wilder non è mai stato dotato di grande tecnica pugilistica, ma la sua boxe improbabile piaceva comunque per la potenza devastante. Nella notte araba ha confermato tutti i suoi limiti tecnici, senza compensarli con nulla altro. Perché è successo? Forse per i 12 kg in meno, che invece di renderlo più agile lo hanno svuotato di sostanza. Molto probabilmente, per la devastante trilogia contro Tyson Fury, che lo ha prosciugato mentalmente, fattore decisivo nella boxe.
La lunga serata trasmessa da Dazn, iniziata alle 17 italiane e conclusasi a tarda notte, ha dato anche altre risposte interessanti. Nel campionato mondiale dei mediomassimi WBA, Dmitry Bivol ha dato una vera lezione al britannico Lyndon Arthur, battendolo ai punti dopo averlo dominato per 12 round. Nei massimi leggeri, l’australiano Jai Opetaia ha dimostrato tutta la sua potenza mettendo fine alle ambizioni di Ellis Zorro nel primo round con un devastante destro. Tornando ai massimi, il croato Hrgovic ha impiegato poco più di un minuto e mezzo per sconfiggere l’inconsistente De Mori. Spettacolare il duello tra Dubois e Miller, un punto di non ritorno per il perdente: il primo ha vinto per knockout tecnico quando mancavano pochi secondi alla fine del decimo e ultimo round. Delusione per il russo-canadese Arslanbek Makhmudov: dopo una serie impressionante di knockout nei precedenti incontri, ha mostrato enormi limiti tecnici contro il campione europeo, il tedesco Agit Kabayel, che lo ha liquidato in soli 4 round. Per completare il quadro, la vittoria per knockout tecnico al settimo round del cubano Feliz Sanchez contro il neozelandese Junior Fa.

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