Prendiamo spunto da Byung-Chul Han per iniziare da un piacevole non fare.

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Parla il filosofo che, nel suo ultimo saggio, critica la società moderna ossessionata dal lavoro eccessivo. “Solo la meditazione crea bellezza, Hannah Arendt ha commesso un errore”. Con uno stile di scrittura scintillante e una mente lucida, il filosofo di origini sud-coreane Byung-Chul Han ritorna a riflettere sul contemporaneo nel suo saggio “Vita contemplativa” (nottetempo), facendo un chiaro riferimento al confronto con la “Vita attiva” di Hannah Arendt. Senza l’inazione, siamo solo macchine. Han sostiene che l’inazione è il fine ultimo dell’umanità, utilizzando uno stile di scrittura che evoca le opere di Cézanne, in grado di unire i concetti e trasformare le idee.

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