Non basta essere alti per essere belli: ma dopo la Bundesliga, la serie A è il campionato dei colossi.

Estimated read time 4 min read
Gianluca Scamacca, un attaccante alto 1,95 metri dell’Atalanta.
L’Osservatorio del calcio ha pubblicato la classifica mondiale dei club in base all’altezza dei giocatori titolari: i tedeschi in testa, mentre l’Italia si posiziona al secondo posto con una media di 184 cm. Verona e Atalanta sono in alto, mentre Napoli e Inter sono tra i più bassi.
Non è sufficiente avere la squadra più alta del mondo per superare il preliminare di Conference League con una squadra lettone. Nemmeno l’agilità che potrebbe derivare dall’avere l’undici più basso del mondo aiuta a superare due turni nella Coppa dell’Imperatore in Giappone. Ma forse c’è una connessione tra il fatto che la squadra più bassa in Italia (anche se con una media rispettabile di 181,35 cm) abbia vinto lo scudetto: il Napoli ovviamente, dove la qualità di Mario Rui (168 cm), Lobotka (170), Politano (171), Raspadori (172) non può essere misurata solo in centimetri. Sicuramente una delle statistiche più interessanti ma meno utili per capire il valore di una squadra è stata elaborata dal CIES Football Observatory, che ha stilato la classifica mondiale delle altezze medie dei titolari schierati tra la scorsa e la presente stagione.

Non solo un numero limitato di squadre è stato preso in considerazione, ma tutte quelle appartenenti a 53 campionati: sia la serie A che la serie B sono state studiate in Italia, così come Inghilterra, Spagna, Francia, Germania e altri campionati come Thailandia, Qatar, Cina e Bielorussia. Una grande quantità di dati che ha dimostrato come i leader siano gli europei, con una media di 182,6 cm contro i 181,4 cm della media mondiale, e a livello di club i ungheresi del Kecskemeti, con un’alta media di 187,13 cm: in attacco schierano Barna Toth, un attaccante che raggiunge quasi i due metri (198 cm), anche se purtroppo in estate sono stati eliminati dalla Conference con il Riga. Girando il mondo al contrario, le tre squadre meno alte provengono tutte dal campionato giapponese. Se Sagan Tosu e Albirex Niigata, che si collocano rispettivamente al primo e al secondo posto di questa particolare classifica, si trovano nella parte centrale e bassa della classifica, l’Yokohama ha concluso il campionato al secondo posto.

Se nel Sol Levante si può notare una leggera tendenza associata al calcio giapponese (con la velocità e l’agilità che hanno sconfitto la Germania ai Mondiali), è interessante notare che la Bundesliga abbassa la sua posizione nella classifica dei “Big 5”: infatti, tra i primi dieci campionati più prestigiosi d’Europa, cinque squadre sono tedesche. Sono Hoffenheim (186,92 cm, appena sotto gli ungheresi), Heidenheim (186,59), Colonia (186,35), Borussia Dortmund (185,77), Stoccarda (185,77). Sembra che le teorie di Gianni Brera sulla supremazia fisica delle squadre del nord siano ancora attuali. Per fare un esempio, l’Heidenheim ha schierato il 65% dei giocatori oltre 1,86 metri di altezza, e nell’ultima partita affrontarli significava trovare una difesa guidata da Patrick Mainka, che misura 1,94 metri.

Ma la sorpresa arriva al secondo posto: accanto ai danesi, risultato prevedibile, si trova la serie A dove l’altezza supera abbondantemente il metro e 84. Anche in questo caso, l’altezza non è sinonimo di bellezza, perché se si inverte la classifica si scopre che il Napoli ha vinto uno scudetto, la Fiorentina e l’Inter, dove giocatori chiave come Lautaro, Barella e Di Marco misurano tra il metro e 74 cm e 75 cm. Tuttavia, l’altezza di Verona e Atalanta è paragonabile a quella della Bundesliga. In attacco, l’Hellas Verona schiera Milan Djuric, un attaccante di quasi due metri (1,99 m), e in difesa i centrali Magnani-Hiem misurano 1,90 metri o più. Nell’Atalanta c’è poco spazio per i giocatori sotto il metro e 80 di altezza, considerando che l’attaccante Scamacca raggiunge 1,95 metri.

Dall’enorme quantità di dati che ha permesso di stilare questa curiosa classifica sembra emergere comunque una tendenza: il calcio non è più uno sport a cui tutti possono giocare, ma sempre più spesso è necessario avere una fisicità eccezionale per far fronte ai giocatori alti schierati in campo e emergere.

You May Also Like

More From Author

+ There are no comments

Add yours