Nessuna tassa Imu per gli immobili occupati illegalmente, i Comuni avranno più tempo per stabilire le aliquote: possibilità di aumentare le entrate finanziarie.

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Un comunicato del Tesoro mette in atto quanto stabilito dalla legge di Bilancio, coprendo una lacuna dato che il decreto non è ancora stato emanato. Modifica alla Manovra riguardante le tariffe. Scadenza del saldo entro il 18 dicembre: ultimi giorni per il pagamento.

Non si pagherà l’Imu sugli immobili occupati abusivamente a condizione che sia stata presentata una denuncia alle autorità giudiziarie. A pochi giorni dalla scadenza del 18 dicembre per il pagamento del saldo Imu, mediante un comunicato, il Ministero dell’Economia e delle Finanze consente di evitare il pagamento come previsto dalla legge di Bilancio per il 2023, anche se il decreto di attuazione delle norme non è ancora stato emanato. Le altre regole in vigore rimangono valide, ad eccezione dei casi espressamente elencati dalla legge e delle riduzioni previste, l’Imu è sempre dovuta sugli immobili di cui il proprietario non risulta essere residente anagraficamente. Tuttavia, un’emendamento alla Manovra offre la possibilità ai Comuni di avere più tempo per fissare le aliquote, consentendo quindi ai cittadini di effettuare un secondo pagamento.

Infatti, la legge di Bilancio prevedeva l’esenzione dall’Imu per gli immobili occupati abusivamente, a condizione che sia stata presentata una denuncia alle autorità giudiziarie per i reati stabiliti dagli articoli 614 (violazione di domicilio) secondo comma e 633 cp (invasione di terreni o edifici), o per gli immobili su cui sia stata presentata denuncia o avviata azione penale. Tuttavia, secondo il testo di legge, doveva essere presentata una richiesta specifica al Comune utilizzando un modello definito attraverso un decreto di attuazione apposito. Tuttavia, tale decreto non è mai stato emesso. Di conseguenza, il comunicato del Ministero dell’Economia e delle Finanze specifica che l’esenzione spetta anche in assenza del decreto di attuazione, dato che riguarda solo il modello dichiarativo. I contribuenti che usufruiscono dell’esenzione dovranno semplicemente presentare la dichiarazione Imu entro il 30 giugno 2024 per attestare il proprio diritto all’agevolazione.

Coloro che hanno pagato la prima rata dell’Imu pur avendo tutti i requisiti per beneficiare dell’esenzione, oltre a non essere tenuti al pagamento del saldo, potranno richiedere un rimborso al Comune per l’importo già versato. La Manovra per il 2023 prevedeva infatti l’esenzione a partire dall’inizio dell’anno, incluso il pagamento anticipato. Le modalità per richiedere il rimborso sono stabilite a livello comunale, quindi sarà necessario attenersi alle regole stabilite.

Per legge, non si pagherà l’Imu per i fabbricati dichiarati inagibili a causa dei terremoti del 2012, 2016 e 2017 e delle alluvioni a Ischia. Sono previste, invece, riduzioni d’imposta in base alla normativa nazionale per gli immobili dichiarati inagibili sulla base di una specifica perizia tecnica e per gli immobili concessi in comodato d’uso ai genitori o figli, nonché per gli immobili dati in locazione a canone concordato. In tali casi, il Comune può richiedere i dati di registrazione dei contratti.

Uno degli emendamenti alla Manovra in discussione al Senato potrebbe causare qualche “disturbo” ai cittadini, poiché offre più tempo ai Comuni per fissare le aliquote Imu. Solo per il 2023, in deroga alla normativa vigente, le deliberazioni regolamentari e di approvazione delle aliquote e delle tariffe sono considerate tempestive se inserite nel portale del federalismo fiscale entro il 30 novembre 2023. Di conseguenza, il termine per la pubblicazione delle deliberazioni, al fine di acquisirne l’efficacia, è fissato al 15 gennaio 2024. Questa norma, che proroga quindi le scadenze del 14 e 28 ottobre, ha un impatto sui cittadini, i quali devono versare la seconda rata dell’Imu entro il 18 dicembre. Se le nuove aliquote comportano un aumento, i contribuenti dovranno effettuare un nuovo pagamento entro il 29 febbraio 2024 (senza sanzioni e interessi). Nel caso di una differenza negativa, il rimborso sarà invece “dovuto secondo le normali regole”.

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