Nel 2017, Acanfora ottenne un incarico di consulenza estremamente lucrativo da Fazzolari dopo essere stato nominato il nuovo direttore della società 3-i.

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Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, fece un contratto da 166mila euro al fedelissimo di Meloni, durante il periodo in cui era dirigente della Regione Lazio. Ciò comporta un potenziale conflitto di interessi. Il Movimento 5 Stelle annuncia di voler presentare un’interrogazione.
Il nome di Stefano Acanfora sarà portato oggi in assemblea, dove verrà ratificata la sua nomina a direttore generale della società 3-i, che gestisce i servizi digitali di Inps, Istat e Inail. Questa stessa società era finita al centro delle polemiche dopo le dimissioni dell’ex presidente Claudio Anastasio, il quale aveva inviato per email ai dirigenti interni il discorso di Benito Mussolini in cui veniva rivendicato politicamente il delitto Matteotti, come riscontrato esclusivamente da Repubblica.
Palazzo Chigi ha quindi approvato la nomina di Acanfora (che risulta essere il primo in graduatoria) e, come riportato da Domani, egli conosce bene Giovanbattista Fazzolari, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Nel 2017, quando Acanfora era dirigente della regione Lazio, gli fornì una consulenza con un compenso di 166mila euro, come specificato nella determina. Alcuni ipotizzano un potenziale conflitto di interessi.
Palazzo Chigi ha ora dato il via libera e a breve ci sarà anche l’approvazione dell’assemblea dei soci per il suo incarico di direttore generale della società con sede a Roma, che gestisce i servizi digitali di Inali, Inps e Istat. La ratifica sembra essere solo una formalità.
Come riporta sempre Domani, il legame tra Acanfora e Fazzolari risale al 2017, quando Acanfora era dirigente della Regione Lazio e assegnò una consulenza al sottosegretario con un compenso di 166mila euro. Si trattava di un contratto fino al 2019, ma terminò prima del dovuto, all’inizio del 2018, quando Fazzolari fu eletto al Senato come esponente di FdI.
Il Movimento 5 Stelle vuole fare chiarezza su questa questione. “Siamo di fronte all’ennesimo caso di esercizio spregiudicato del potere da parte di Meloni & Co. Per questo motivo, depositeremo un’interrogazione alla ministra Calderone, sperando che almeno questa volta la vedremo in Parlamento a rispondere per le malefatte di questo governo.” Questo viene affermato in una nota da Dario Carotenuto, membro del Movimento 5 Stelle in commissione Lavoro.

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