Mese e Patto di stabilità, le opposizioni unite richiedono un’audizione di Giorgetti. E Salvini lo difende: “Una scelta di coerenza, non ne esce indebolito”.

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Il Ministro dell’Economia è sotto attacco dopo la mancata approvazione. Marattin pungola: “Decide lui sulle dimissioni? Almeno su questo” Casini: “Ministri con polso? Al massimo da polsino…”
Dopo l’approvazione del nuovo Patto di stabilità e crescita UE e il rifiuto in Italia alla Camera della ratifica del MES, è “necessaria e urgente una relazione informativa del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, da presentare nella Commissione presieduta da lei, già durante l’esame della Legge di bilancio 2024”. La richiesta al presidente della commissione Bilancio arriva in modo unanime da un fronte comune delle opposizioni: PD, M5S, Italia Viva e Azione. Il ministro, come fa sapere il sottosegretario all’Economia Federico Freni durante l’incontro odierno della commissione, sarà presente in commissione il 27 dicembre pomeriggio, compatibilmente con “la complessità del suo programma”, ma interverrà solamente sul bilancio e non per parlare del MES o del Patto di stabilità e delle possibili implicazioni sulla manovra.

A difendere il ministro della Lega interviene il leader del Carroccio, Matteo Salvini: non ne esce indebolito, afferma, perché “abbiamo fatto ciò che era giusto fare, ne sono totalmente orgoglioso”. E rivendica una “scelta coerente”. Con Giorgetti “abbiamo condiviso, scelto e fatto tutto per il bene degli italiani. Ero con lui ieri, lascio che i giornali scrivano ciò che desiderano”. E riguardo alla frase in cui Giorgetti dichiarava di avere “interesse a che il MES fosse approvato”? Risponde Salvini: “Come merce di scambio su altro, probabilmente è vero”.

Afferma il segretario del Carroccio: “La Lega ha sempre avuto la stessa idea negli ultimi 10 anni. Abbiamo sempre votato nello stesso modo e il Governo ha avuto una maggioranza coesa”. In realtà, Forza Italia ha deciso di astenersi e Tajani ha dovuto fare uno sforzo per tenere unito il gruppo dei deputati, in cui invece c’erano forti spinte verso un voto a favore della ratifica comunicata ampiamente. Ma questo, secondo Salvini, “non rappresenta alcun problema”.

Sulla possibilità di un “caso Italia” in Europa riguardo al MES, il leader della Lega Matteo Salvini ha affermato “no, assolutamente”. “L’economia italiana è solida”, ha aggiunto, “cresciamo più dei francesi e dei tedeschi. Il MES era uno strumento inutile, non utilizzato, superato e dannoso. Un pensionato o un operaio italiano avrebbero dovuto pagare per salvare una banca tedesca, quindi il Parlamento ha esercitato il suo diritto democratico di bocciare uno strumento inutile e dannoso e lo spread è sceso. Abbiamo fatto ciò che era nostro dovere per difendere il lavoro e i risparmi degli italiani”.

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