Meloni incolpa Conte riguardo al Mes: “Lo ha ratificato dopo aver rassegnato le dimissioni”. Tuttavia, mostra un fax che contraddice questa affermazione.

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Il fax presentato da Meloni: si nota la data del 20 gennaio 2021

Al Senato la premier mostra il documento: è datato 20 gennaio 2021, il governo era ancora in carica

ROMA – La ratifica del Mes? “L’ha fatta il governo Conte, l’ha fatta senza mandato parlamentare e un giorno dopo essersi dimesso, quando era in carica solo per gli affari correnti”. Queste sono le tre affermazioni con cui Giorgia Meloni, tra martedì e mercoledì, nelle comunicazioni ai due rami del Parlamento sul Consiglio europeo, ha centrato la sua accusa al Movimento 5 Stelle e al suo leader. Tuttavia, solo la prima di queste affermazioni è vera. È vero che l’esecutivo guidato dall’avvocato pugliese ha dato il via libera alle modifiche del trattato. Gli altri fatti considerati certi dalla premier, come si può facilmente verificare, invece non sono fondamentati.

Infatti, fu il Parlamento a delegare il governo Conte ad andare avanti sul Mes, come ricorda il responsabile Economia del Pd Antonio Misiani. Accadde il 9 dicembre 2020, con una risoluzione che impegnava l’esecutivo “a finalizzare l’accordo politico raggiunto all’Eurogruppo e all’ordine del giorno dell’Eurosummit sulla riforma del trattato del Mes”. È da questo voto che deriva la sottoscrizione autorizzata via fax da Luigi Di Maio. Non è esattamente un impegno “preso con il favore delle tenebre”, come ha detto martedì sera Meloni a Montecitorio, in un crescendo dai toni accesi.

Un altro punto controverso: la presidente del Consiglio dice solennemente in Aula che Conte autorizzò la ratifica del trattato quando si era già dimesso e il suo governo era in carica solo per il disbrigo degli affari correnti. Le cose non stanno esattamente così: nello stesso fax che la premier ha mostrato ieri mattina a Palazzo Madama, firmato dall’allora ministro degli Esteri Luigi Di Maio, c’è la data del 20 gennaio 2020. Si può vedere da un ingrandimento facile della foto del documento esposto in Aula. Tuttavia, Giuseppe Conte si è dimesso sei giorni dopo, il 26 gennaio. Per un fatto che sembra essere puramente formale, l’allora ambasciatore italiano a Bruxelles Maurizio Massari ha poi firmato la sua lettera di comunicazione della decisione del governo il 27 gennaio.

Giuseppe Conte, in un video pubblicato in serata, si sofferma su un altro particolare della vicenda. Con il quale si difende dall’accusa di essere stato lui il padre dell’accordo sul Mes, uno strumento sempre contestato dai 5S: “Sapete chi ha introdotto il Mes in Italia, chi ha portato l’Italia nel Mes? Il governo di Berlusconi, nell’estate 2011, governo di cui Meloni – afferma il presidente del Movimento – era ministro della Gioventù insieme a La Russa, Fitto e Calderoli. Io ero avvocato, tu Meloni eri già lì al governo a fare danni nei confronti dell’Italia e ora mi accusi di aver apposto una firma? Bugie su bugie”.

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