Luciano Bianciardi, il discontented intellectual

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Il vincitore del premio dedicato a Luciano Bianciardi sottolinea il suo ruolo fondamentale nel panorama letterario italiano del Novecento.
“Perché ho intrapreso questo viaggio in Africa? La spiegazione non è semplice. Le cose stavano sempre peggiorando, sempre peggiorando, e a un certo punto si erano trasformate in un groviglio inestricabile”: quando, negli anni ’60, Luciano Bianciardi tradusse Il re della pioggia di Saul Bellow, contribuendo così a creare uno dei capolavori dell’autore americano, forse si identificò segretamente con il protagonista, nonostante fosse diventato famoso dopo il grande successo di Vita Agra (1962) e, almeno all’apparenza, non avesse motivo di rimpianti.

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