L’estensione sovranista del lusso nell’industria italiana.

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Una parte alla volta, attraverso privatizzazioni parziali e finte liberalizzazioni, lo Stato recupera il controllo. Questo è l’effetto delle politiche economiche dettate da Melonomics, che estende i suoi tentacoli sulla rimanente grande industria italiana, per volontà o necessità. Dopo l’Ilva, è ora il turno della rete fissa, separata da Tim e ceduta per 18,8 miliardi a NetCo, un consorzio guidato dagli americani di Kkr, che include anche il ministero dell’Economia (destinato a possedere fino al 20% della rete) e il fondo infrastrutturale italiano F2i (che dovrebbe invece acquisirne il 10%).

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Una parte alla volta, attraverso privatizzazioni parziali e finte liberalizzazioni, lo Stato recupera il controllo. Questo è l’effetto delle politiche economiche dettate da Melonomics, che estende i suoi tentacoli sulla rimanente grande industria italiana, per volontà o necessità. Dopo l’Ilva, è ora il turno della rete fissa, separata da Tim e ceduta per 18,8 miliardi a NetCo, un consorzio guidato dagli americani di Kkr, che include anche il ministero dell’Economia (destinato a possedere fino al 20% della rete) e il fondo infrastrutturale italiano F2i (che dovrebbe invece acquisirne il 10%).

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