L’avvocato della Corte Ue insiste sulla salute e sull’ambiente riguardo all’ex Ilva.

Estimated read time 2 min read
“Le conclusioni dell’avvocato: l’autorizzazione dell’impianto non verrà concessa senza l’implementazione di nuove misure di protezione. Non causare danni eccessivi alla salute e ritardare interventi ambientali solo in circostanze eccezionali. Due temi urgenti – salute e ambiente – nell’affare tarantino dell’ex Ilva. E sono proprio quelli su cui l’avvocato generale della Corte Ue, Juliane Kokott, si concentra riguardo alle direttive europee nel caso dell’ex Ilva: sottolinea che un impianto industriale non può essere autorizzato se provoca danni eccessivi alla salute e solo in rari casi è possibile rimandare le misure per ridurre l’impatto ambientale. L’interesse della Corte deriva dalla richiesta del tribunale di Milano, che ha chiesto una valutazione del caso in base alla direttiva Ue sulle emissioni industriali. Le conclusioni dell’avvocato generale non vincolano la decisione finale della Corte Ue, ma pongono un’attenzione sul problema. Secondo l’interpretazione dell’avvocato generale, se i fenomeni di inquinamento ambientale causati dall’impianto provocano danni eccessivi alla salute umana, devono essere adottate ulteriori misure di protezione. Se tali misure non sono realizzabili, l’impianto non può essere autorizzato. Nel concedere o rivedere un’autorizzazione, si devono prendere in considerazione tutte le sostanze inquinanti emesse in quantità significative che possono essere previste e il loro impatto sulla salute umana. La salvaguardia della salute umana può giustificare anche notevoli svantaggi economici.”
E riguardo alle misure per ridurre gli effetti dannosi sull’ambiente, previste nelle condizioni di autorizzazione fin dal 2012 ma costantemente rimandate, Kokott ricorda che le condizioni di autorizzazione necessarie per garantire il rispetto delle direttive precedenti a partire dal 30 ottobre 2007 e la direttiva sulle emissioni industriali a partire dal 7 gennaio 2014 dovevano e devono essere applicate senza ulteriori rimandi dall’entrata in vigore dell’autorizzazione.
L’Avvocato ricorda che non possono essere tollerati fenomeni di inquinamento ambientale che violino i diritti fondamentali degli interessati danneggiando la salute umana, come stabilito dalla Corte europea dei diritti umani nel caso dell’Ilva.

You May Also Like

More From Author

+ There are no comments

Add yours