La prudenza di Confindustria: “L’inflazione diminuisce, ma l’economia è ancora debole”

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Carlo Bonomi, presidente della Confindustria, l’associazione delle industrie italiane, si mostra cauto rispetto ai recenti entusiasmi del mercato e del governo riguardo ai risultati ottenuti nel contenimento dell’inflazione. Sebbene i prezzi sembrino moderarsi, le difficoltà nel settore industriale e dei servizi sono ancora evidenti, e in generale l’economia italiana appare debole. In particolare, nel quarto trimestre si prevede che il PIL si mantenga praticamente invariato. Mentre il ritorno dell’inflazione aiuta, i tassi di interesse restano alti e il credito risulta ancora costoso. Le imprese continuano a spendere meno per investimenti in nuovi impianti e macchinari. Il settore dei servizi mostra segnali di debolezza, con un indicatore negativo a ottobre, mentre il settore industriale registra un aumento del fatturato, anche se principalmente grazie alla riduzione delle scorte, mentre la produzione è ancora in deficit. I consumi non mostrano una forte spinta e gli imprenditori sono più pessimisti in questo ambito. Nonostante ciò, il turismo rappresenta un sostegno importante per l’economia italiana, con un contributo del 11% al valore aggiunto complessivo. Gli introiti dal turismo straniero in Italia sono in aumento, con una spesa dei viaggiatori esteri che registra un +11,8% rispetto al 2022 e un +24,5% rispetto al 2019. A fine 2023, gli introiti dal turismo straniero potrebbero superare i 50 miliardi di euro. C’è ancora margine di crescita nel settore alberghiero, con un tasso di utilizzazione dei letti ancora al di sotto del 50%. Confindustria sottolinea l’importanza di cogliere i cambiamenti nel settore, come le preferenze dei viaggiatori per esperienze di lusso, nuove destinazioni, il cambiamento climatico e le tecnologie virtuali per preparare o sostituire i viaggi fisici.

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