La partita della Supercoppa di Turchia a Riad è annullata a causa di ragioni politiche: “Non sono ammessi riferimenti ad Ataturk”.

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Caos totale prima della gara tra Galatasaray e Fenerbahce: le due squadre rifiutano di scendere in campo

La Supercoppa di Turchia tra Galatasaray e Fenerbahce non si giocherà: entrambe le squadre si sono rifiutate di scendere in campo a Riad, in Arabia Saudita. Il casus belli è il divieto di ingresso sul terreno di gioco di striscioni e magliette con riferimenti al fondatore e primo Presidente della Repubblica turca Mustafa Kemal Ataturk.

Quattro i no delle autorità arabe per ragioni politiche: allo striscione "Pace a casa, pace nel mondo", a maglie speciali e celebrative con riferimenti ad Ataturk, all'inno nazionale e alle immagini di Ataturk. Galatasaray e Fenerbahce avevano manifestato da subito la volontà di non scendere in campo se fossero stati confermati i divieti. Il presidente dei gialloblu Ali Koç: "Mi piacerebbe ricordare la parola del nostro antenato ‘Pace a casa, pace nel mondo'. Stavamo uscendo con questo striscione. Da quanto ho capito, le autorità non l'hanno accettato". Non diverso il parere del segretario generale del Galatasaray Eray Yazgan: "Se il nostro inno nazionale non può essere cantato, non andremo sul campo".

Il centrocampista del Feberbahce Irfan Can Kahveci ha postato sui suoi social una foto in cui indossa una maglietta con riferimenti ad Ataturk. Quest'anno ricorre il centenario della nascita della Repubblica di Turchia. Già a novambre i due club e i loro tifosi avevano contestato la decisione della Federcalcio di organizzare la partita all'estero. I rapporti tra Arabia Saudita e Turchia sono da sempre assai complicati e questa Supercoppa era vista anche come un’occasione di disgelo tra i due paesi. Un’occasione persa, dunque, e un nuovo grande caos attorno al calcio turco.

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