La Biennale Architettura 2025 vedrà Carlo Ratti come curatore.

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Carlo Ratti, ingegnere e architetto torinese, docente al Massachusetts Institute of Technology (MIT) e al Politecnico di Milano, è considerato uno dei più autorevoli esperti al mondo per la pianificazione urbana. Sarà il nuovo curatore della Biennale Architettura del 2025. La sua nomina è stata fatta dal cda della Biennale di Venezia, su proposta del Presidente Roberto Cicutto, in accordo con Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia per il quadriennio marzo 2024-2027.

Oltre ad insegnare al MIT e al Politecnico milanese, Ratti dirige il Senseable City Lab ed è socio fondatore dello studio di architettura e innovazione CRA-Carlo Ratti Associati (Torino, New York City, Londra). Con un curriculum di studi internazionale (laureato presso il Politecnico di Torino e l’École Nationale des Ponts et Chaussées a Parigi, ha poi studiato a Cambridge, completando la sua tesi di dottorato al MIT) Ratti è considerato tra i maggiori esperti di pianificazione urbana, ed è co-autore di oltre 750 pubblicazioni scientifiche; di recente ha pubblicato per Yale University Press l’Atlas of the Senseable City e scrive per quotidiani stranieri The New York Times e Financial Times, nonché per La Repubblica.

Come curatore ha lavorato in tutto il mondo; tra i suoi impegni, il padiglione Future Food District durante Expo Milano 2015, l’ottava Biennale di Urbanistica/Architettura di Shenzhen (UABB) nel 2019, la mediazione creativa della Visione Urbana della Biennale Nomade Europea Manifesta 14 a Pristina nel 2022.

Tre dei suoi progetti – il Digital Water Pavilion, la Copenhagen Wheel e Scribit – sono stati inclusi nell’annuale elenco delle “Migliori invenzioni dell’anno” della rivista Time. Così Ratti ha commentato l’assegnazione dell’incarico di curatore della prossima Biennale Architettura: “A noi architetti piace pensare di essere ‘smart’, ma la vera intelligenza è ovunque: dall’ingegno disincarnato dell’evoluzione naturale, alla crescente potenza di calcolo dei nostri computer, fino a una diffusa saggezza collettiva. Per affrontare un mondo in fiamme, l’architettura deve riuscire a sfruttare tutta l’intelligenza che ci circonda. Sono profondamente onorato di avere l’opportunità di curare la Biennale Architettura 2025”.

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