Istat, aumento di 481mila occupati nel terzo trimestre. Domanda di personale in crescita nei settori dell’energia, dei servizi e dei trasporti.

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Secondo l’Istituto di statistica, il tasso di disoccupazione rimane stabile al 7,6%. La ricerca di Manpower sulle prospettive di assunzione
MILANO – L’Istat aggiorna i dati sul mercato del lavoro italiano e segnala che nel terzo trimestre dell’anno il tasso di disoccupazione tra i 15 e i 74 anni è rimasto stabile al 7,6% rispetto al trimestre precedente e si è ridotto dello 0,4% rispetto allo stesso periodo del 2022. I disoccupati in questo periodo sono stati 1.948.000, con un aumento di 2.000 unità rispetto al trimestre precedente e una diminuzione di 80.000 unità rispetto allo stesso periodo del 2022. Diminuisce soprattutto il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni (-442.000).

Nello stesso trimestre estivo, gli occupati aumentano di 65.000 unità (+0,3% rispetto al secondo trimestre 2023), grazie alla crescita dei dipendenti a tempo indeterminato (+75.000, +0,5%) e degli indipendenti (+10.000, +0,2%) che ha più che compensato la diminuzione dei dipendenti a termine (-19.000, -0,6% in tre mesi). Su base annua – cioè rispetto al terzo trimestre del 2022 – si registra un aumento di 481.000 occupati (+2,1% in un anno), coinvolgendo ancora una volta i dipendenti a tempo indeterminato (+3,1%) e gli indipendenti (+1,6%), ma non i dipendenti a termine (-2,3%).

Il tasso di occupazione sale al 61,5%, con un aumento di 1,3 punti nell’anno, mentre il tasso di inattività tra i 15 e i 64 anni diminuisce di 1,1 punti nell’anno e si attesta al 33,3%. Dal lato delle imprese, nel terzo trimestre del 2023, la crescita delle posizioni lavorative dipendenti continua, seppur rallentata, sia in termini congiunturali che tendenziali.

Rispetto al trimestre precedente, le posizioni dipendenti aumentano dello 0,6%, con una crescita più significativa per le posizioni a tempo pieno (+0,7%, rispetto allo 0,3% di quelle a tempo parziale); anche la crescita annua, pari al 2,7%, è maggiore tra i full time (+3,1%) rispetto ai part time (+1,6%). Le ore lavorate per dipendente aumentano sia in termini congiunturali (+0,5%) che in termini tendenziali (+0,9%); l’uso della cassa integrazione diminuisce a 6,1 ore ogni mille lavorate. Il tasso di posti vacanti non subisce variazioni nel confronto congiunturale e tendenziale.

Proprio ieri, il gruppo ManPower ha pubblicato uno studio sulle professioni più richieste. “Il settore dell’energia conferma anche per l’inizio del 2024 le migliori previsioni di assunzione: +28%, le migliori tra tutti i settori economici. Seguono con buone prospettive anche il commercio e i servizi (+23%), l’informatica (+21%) e i trasporti (+21%). Prospettive positive anche per l’industria (+13%), le comunicazioni (+12%), la finanza e l’immobiliare (+9%). L’unico settore che evidenzia una diminuzione delle aspettative è quello della sanità e delle scienze della vita, che segna -11%”.

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