Indagine politica, il movimento di Le Pen si posiziona terzo sull’Europa. Tuttavia, in Italia, il compagno Salvini incontra difficoltà.

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La Lega non decolla nonostante il nuovo anno si apra col botto per gli ultranazionalisti col sorpasso sui liberali. FdI verso i 26 seggi, conferme per Pd e M5S, spiragli per Calenda

C’è un vento freddo di ultradestra sull’Europa che attraversa il valico tra 2023 e 2024 e si avvia lungo la ripida discesa che porta alle elezioni. Mancano sei mesi al voto per Bruxelles (date plausibili a partire dal 6 giugno, probabilmente il 9 che è domenica) e i segnali che arrivano dai sondaggi indicano che la spinta nazionalista raggiunge proporzioni senza precedenti. Secondo una stima elaborata dal portale Europe Elects, sulla base dei rilevamenti pubblicati nei Paesi Ue negli ultimi 90 giorni, il gruppo Identità e democrazia al momento veleggia al terzo posto tra gli schieramenti dell’Europarlamento.

È l’effetto Marine Le Pen. La campagna aggressiva della leader del Rassemblement National francese, nonostante le vicende giudiziarie che l’hanno portata al rinvio a giudizio proprio per frode per frode sui fondi europei, ha spinto la sigla populista al sorpasso sui liberali. Al momento Id è accreditata di 93 seggi, venti in più rispetto al risultato emerso dalle urne nel 2019.

Davanti, ci sono solo la corazzata Ppe con 179 seggi – praticamente stabile rispetto all’assetto attuale dell’emiciclo – e i socialisti e democratici S&D che calerebbero di 12 seggi attestandosi a quota 142. Il tutto da leggere in proporzione perché il numero totale di seggi nel 2019 era di 751 ma con l’uscita del Regno Unito si è passati a 705.

Ma al di là della contabilità degli scranni, pesano i rapporti di forze. E attestano che l’ultradestra alla quale si tiene aggrappato in Italia Matteo Salvini ha staccato i Conservatori di Ecr nei quali naviga Giorgia Meloni: c’è anche da queste parti una vela spiegata (+19 seggi rispetto al 2019) ma la previsione si ferma a un’ipotesi di 81 eurodeputati. Un dato che, però, regala pochi sorrisi al Carroccio se si guarda il dettaglio nazionale. Nonostante lo sforzo per ritagliarsi un ruolo da protagonista nella comitiva nazionalista europea, Salvini non contribuisce all’exploit di Id: se si votasse oggi, gli eurodeputati sarebbero appena 8, a fronte della pattuglia di 28 leghisti eletta nel 2019. La componente più numerosa sarebbe quella che fa capo alla premier: 26 parlamentari a Bruxelles per FdI che ne aveva portati appena 6 con le ultime elezioni. Nel centrodestra frammentato, Forza Italia, che corre in squadra con il Ppe e affronta con imbarazzo la campagna elettorale populista dell’alleato che segue la scia di Le Pen, dovrebbe confermarne 5 su 7.

Nello schieramento opposto, il Pd, che aveva 19 deputati ne confermerebbe 17 e il M5S che ne aveva 14 potrebbe portarne a casa uno in più. E un lumicino di speranza sembra accendersi anche per Azione. Il partito di Carlo Calenda fa parte della famiglia liberale di Renew Europe, insieme all’ex alleato Matteo Renzi – che ha ribattezzato il suo Italia viva in chiave europea proprio richiamando la sigla di RE – e a +Europa. Secondo il rilevamento di Europe Elects, proprio questo gruppo rischia il tracollo più consistente (meno 24 seggi) a livello continentale, insieme a quello dei Verdi (meno 25). Ma per il partito dell’ex ministro potrebbe esserci la possibilità di superare lo sbarramento del 4 per cento e portare a casa quattro seggi.

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