Il servizio del Tg1 su Atreju suscita polemiche (mentre il leader di Vox viene ignorato). Il Pd critica: “Si tratta di una pubblicità celebrativa”

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L’edizione delle 20 del telegiornale presenta la kermesse di Fratelli d’Italia in programma nel weekend a Roma. Nessun riferimento alle parole di Abascal su piazzale Loreto per Sanchez. I dem in Vigilanza: “No alla propaganda”, replicano da FdI: “Critiche grottesche”
Ore 20, Tg1 della Rai. Il servizio si apre con la scena del film: un ragazzo in sella a un cavallo al galoppo, “un ragazzo guerriero in lotta contro il nulla. È Atreju il protagonista della Storia infinita e dal 1998 il nome della festa di Azione giovani, i ragazzi di Alleanza nazionale e oggi la festa di Fratelli d’Italia”. E via due minuti di immagini recenti e passate per annunciare la kermesse del partito di Giorgia Meloni in programma da giovedì 14 a domenica 17 dicembre a Castel Sant’Angelo a Roma. Più che un servizio giornalistico, “uno spot per celebrare una manifestazione dei giovani di un partito” che “non si era mai visto in un tg – attaccano i componenti Pd della Vigilanza Rai – No alla propaganda. Il Tg1 è e deve essere informazione, non è di un partito. Chiediamo ai vertici di vigilare su quanto accaduto”. Facendo esplodere così il nuovo caso in Rai, ormai ribattezzata TeleMeloni dopo i tanti cambi voluti dal nuovo esecutivo e dopo le scelte di programmazione che in alcuni casi si sono rivelate dei flop.
Il servizio del telegiornale continua. Vengono elencati i nomi dei politici, “non solo di destra”, viene sottolineato, che in passato hanno preso posto sul palco “diventato appuntamento fisso” iniziando proprio da Bertinotti tirato in ballo dopo il ‘no’ di Elly Schlein a partecipare alla kermesse di quest’anno. E ancora D’Alema, Veltroni, Violante, Di Maio, Conte. “Perché l’imperativo per gli organizzatori è sempre stato ‘confrontarsi’”, come a rimarcare l’assenza della segretaria dem e del leader del M5S nell’edizione 2023, la prima al governo. E ancora: immagini di archivio, aneddotti passati, scherzi, come racconta Giovanni Donzelli intervistato che parla anche del villaggio di natale allestito.
Neanche una parola però nel servizio sull’imbarazzo creato con l’invito per domenica al leader di Vox Santiago Abascal, grande amico di Giorgia Meloni. Che ieri ha evocato piazzale Loreto per il premier spagnolo Pedro Sanchez: “Verrà il giorno in cui lo impiccheranno per i piedi”. Meglio elencare i nomi dei prossimi ospiti: da Calenda a Renzi, da Sunak a Spalletti fino a Concia, “di recente al centro di una polemica sull’educazione alle relazioni nelle scuole”. Stop. Valditara che ha dato e ritirato la nomina all’ex parlamentare dem non viente citato.
L’opposizione insorge. “La propaganda meloniana sulle reti Rai ha raggiunto un punto di non ritorno – dichiara Sandro Ruotolo, responsabile informazione del Partito democratico – Così si confonde la propaganda con l’informazione. Non se ne può più. La Rai è diventa cosa loro e invece ha bisogno per vivere di punti di vista diversi”. Alle critiche rispondono gli esponenti del partito di Meloni. “Comunicati stampa da ‘rosiconi’”, li definisce la deputata di FdI, Augusta Montaruli. “Polemica a dir poco grottesca”, per il deputato meloniano Francesco Filini, responsabile del programma di FdI e capogruppo in Commissione Vigilanza Rai. Mentre a Riccardo Magi, segretario di + Europa non sfugge un particolare mostrato nel servizio: “Quando ad Atreju avevano messo al bando l’euro. E meno male che Meloni non ricordava di aver mai detto di uscire dalla moneta unica! Per fortuna il servizio celebrativo del Tg1Rai svela questa ennesima bugia della nostra premier: chissà se quest’anno accetteranno pagamenti in euro!”.
Vi sblocco un ricordo: quando ad #Atreju avevano messo al bando l’euro.

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