Il Pil resta invariato al +0,2% nel quarto trimestre, conferma Istat.

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Rivista in aumento del +0,2% la variazione acquisita sul 2024.
Spinta dagli investimenti ed export, cala la spesa dei consumi.
MILANO – L’Istat ha confermato le stime preliminari sulla crescita del Pil nel quarto trimestre.
L’istituto di statistica ha certificato un incremento dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,6% rispetto al quarto trimestre del 2022.
Per quanto riguarda la crescita annuale, il dato è leggermente superiore rispetto allo 0,5% inizialmente ipotizzato.
La variazione acquisita del Pil per il 2024, cioè quella che si avrebbe considerando una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell’anno, è del +0,2%, in leggero miglioramento rispetto al +0,1% stimato inizialmente.
Secondo i dati diffusi il 30 gennaio 2024, la crescita congiunturale del Pil è stata dello 0,2%, mentre quella annuale è stata dello 0,5%.
Il quarto trimestre del 2023 ha registrato tre giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al quarto trimestre del 2022.

“La crescita è soprattutto sostenuta dagli investimenti, dalla domanda estera netta e dalla spesa delle Amministrazioni Pubbliche, che hanno apportato contributi positivi rispettivamente del 0,5, 0,4 e 0,1 punti percentuali”, ha dichiarato l’Istat. “D’altra parte, i consumi delle famiglie e delle istituzioni sociali private hanno sottratto lo 0,8% alla crescita del Pil, mentre il contributo della variazione delle scorte è risultato nullo. Tra le componenti dell’offerta, il valore aggiunto dell’industria è aumentato dell’1,1%, trainato dall’incremento significativo delle costruzioni (+4,7%), mentre sia l’agricoltura che i servizi hanno registrato un lieve calo”.

Riguardo ai principali aggregati della domanda interna, i consumi finali nazionali sono diminuiti dello 0,9% rispetto al trimestre precedente, mentre gli investimenti fissi lordi sono cresciuti del 2,4%, le importazioni dello 0,2% e le esportazioni dell’1,2%.
La domanda nazionale, al netto delle scorte, ha sottratto lo 0,2% alla crescita del Pil, a causa del contributo negativo dello 0,8% dei consumi delle famiglie e delle istituzioni sociali private. Al contrario, gli investimenti fissi lordi e la spesa delle Amministrazioni Pubbliche hanno contribuito positivamente alla crescita del Pil, rispettivamente del 0,5 e 0,1%. Anche la domanda estera netta ha fornito un contributo positivo del 0,4%, mentre la variazione delle scorte non ha avuto impatto.

L’incremento dell’Istat ha registrato un aumento del +0,8% delle ore lavorate, +0,5% delle posizioni lavorative, +0,6% delle unità di lavoro e +0,4% dei redditi pro-capite.
Nel quarto trimestre, il Pil è aumentato dello 0,8% negli Stati Uniti in termini congiunturali, dello 0,1% in Francia, mentre è diminuito dello 0,3% in Germania. Se consideriamo la crescita annuale, negli Stati Uniti si è registrato un aumento del 3,1%, dello 0,7% in Francia, mentre in Germania si è verificata una diminuzione dello 0,2%. Complessivamente, il Pil dell’area Euro è rimasto stabile rispetto al trimestre precedente e ha raggiunto lo 0,1% in più rispetto al quarto trimestre del 2022.

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