Il pagamento per la quinta rata è stato richiesto, dando inizio al PNRR.

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Porterà nelle casse dello Stato 10,6 miliardi, che sono stati tagliati dalla versione originale.
All’indomani dell’incasso della fourth rata, l’Italia invia alla Commissione europea la richiesta di pagamento della quinta rata del Pnrr.
Lo fa conoscere Palazzo Chigi, ricordando che “tra i 52 obiettivi inclusi nella rata, del valore totale di 10,6 miliardi di euro, ci sono importanti investimenti nel settore dell’agricoltura, per migliorare l’efficienza dei sistemi di irrigazione e per promuovere la produzione di energia verde, nel settore idrico, con nuove opere per potenziare le tubature, i sistemi di depurazione e per ridurre le perdite di rete, nell’ambiente, con la realizzazione di nuove strutture e il miglioramento di quelle esistenti per il trattamento dei rifiuti, nel trasporto pubblico locale, con il potenziamento del parco bus a zero emissioni e di metropolitane, tram e bus rapid transit, nell’infrastruttura, con l’elettrificazione della ferrovia del Mezzogiorno e la velocità elevata lungo la tratta Salerno-Reggio Calabria, nella cultura, con il miglioramento energetico di cinema, teatri e musei, nella scuola, con la realizzazione di nuovi edifici ad alta efficienza energetica, nell’immobiliare pubblico, con la costruzione di nuovi edifici per l’amministrazione della giustizia e il miglioramento di quelli esistenti, nella sanità, con l’implementazione di moderni sistemi di cura legati alla telemedicina, nella pubblica amministrazione, con interventi per la transizione digitale, e nell’università, con l’assegnazione di borse di studio e il finanziamento di progetti di ricerca”.
La quinta rata è stata notevolmente modificata nella revisione del Piano. Infatti, porterà nelle casse dello Stato poco più di dieci miliardi (7,5 come prestiti, 3 come donazione) rispetto ai 18 previsti nella prima versione del Piano. Anche la sesta rata sarà inferiore alle aspettative. Pertanto, l’anno prossimo, arriveranno complessivamente 10 miliardi in meno rispetto alla pianificazione concordata con Bruxelles dal governo guidato da Mario Draghi.

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