Il governo ha convocato i sindacati Fiom, Fim e Uilm per il 20, riguardo alla situazione dell’azienda Ex Ilva. I sindacati minacciano una mobilitazione permanente se non saranno fornite risposte definite.

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Le tre sigle dei metalmeccanici si incontrano con i giornalisti davanti a Palazzo Chigi: “L’azienda deve diventare pubblica per salvaguardare salute e occupazione”

L’ex Ilva deve diventare pubblica. I sindacati confederali tornano in pressing sul governo. Autoconvocatisi davanti a Palazzo Chigi, Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm rinviano il confronto al 20 dicembre, giornata per la quale, nel frattempo, è arrivato nel frattempo l’invito ad incontrare l’esecutivo. I rappresentanti delle tre organizzazioni rilanciano le ragioni della protesta. A cominciare dalla mancanza di chiarezza sul futuro degli impianti e dal calo della produzione di acciaio, che quest’anno sfiorerà a malapena i tre milioni di tonnellate, meno della metà di quanto previsto nel piano. Per questo chiedono risposte definitive. Se non dovessero arrivare né dal tavolo con il governo né dall’assemblea dei soci di Acciaierie d’Italia, convocata per il 22 dicembre, Fiom, Fim e Uilm non escludono di organizzare un presidio permanente davanti a Palazzo Chigi durante le festività.

La partita dipende dall’orientamento che prevarrà nel governo, dove continuano a scontrarsi due visioni. A quella del ministro delle Imprese, Adolfo Urso, favorevole al passaggio della parte pubblica in maggioranza, con l’acquisizione del 60 per cento di Acciaierie d’Italia, si contrappone quella del ministro degli Affari europei, Raffaele Fitto, propenso a lasciare inalterati i rapporti di forza fra ArcelorMittal, al 62 per cento, e Invitalia, al 38 per cento. In questo senso, va il protocollo d’intesa, considerato non vincolante, sottoscritto a settembre scorso dallo stesso ministro Fitto e dai rappresentanti di ArcelorMittal, che prevede l’impegno del governo a sostenere buona parte del processo di decarbonizzazione degli impianti con fondi europei. A quel memorandum, però, finora non ha fatto seguito alcuna disponibilità a partecipare con risorse proprie da parte del socio privato.

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