Il Fondo Monetario critica Roma: “L’assenza del Mes rende l’Eurozona meno stabile.”

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Il Fondo Monetario Internazionale ha calcolato che la ratifica del trattato e del Pnrr combinati rappresentano il 10-12% del Pil entro il 2030.

NEW YORK – “Avere fondi adeguati al livello dell’Unione Europea per una rete di sicurezza finanziaria è importante per proteggere la stabilità finanziaria di tutta la regione”.

È questo il chiaro messaggio che il Fondo Monetario Internazionale rivolge a Repubblica dopo che il Parlamento italiano ha respinto la ratifica delle modifiche al Meccanismo europeo di stabilità.

Il commento è in linea con le precedenti posizioni espresse dal Fmi di Washington e sottolinea l’utilità del trattato anche per Roma dal punto di vista economico e tecnico.

In passato, Alfred Kammer, il direttore del dipartimento europeo del Fmi, aveva affermato: “Sollecitiamo la conclusione del processo di ratifica del trattato Mes senza ulteriori ritardi. Questo renderà operativo un sostegno finanziario al Fondo di risoluzione unica, fondamentale per rendere più credibili gli accordi di risoluzione delle crisi bancarie in Europa. Avere strumenti più solidi per la risoluzione delle eventuali crisi bancarie nell’Unione Europea sarà vantaggioso per tutti i Paesi”.

Successivamente aveva aggiunto: “L’Italia deve ratificare il Mes senza ulteriori ritardi e attuare il Piano nazionale di ripresa e resilienza; lo dovrebbe fare semplicemente perché le conviene. Se lo farà, completando anche le riforme, il Pnrr potrà valere tra il 10% e il 12% del Pil entro il 2030”.

E ancora: “Nell’UE, la stabilità finanziaria potrebbe essere rafforzata estendendo gli strumenti di risoluzione alle banche più piccole, ratificando il Mes per fornire assistenza finanziaria al Fondo unico di risoluzione e concordando un’assicurazione comune dei depositi bancari. Il Mes è un importante elemento per completare l’architettura dell’Unione bancaria in Europa e porta vantaggi in molti aspetti”.

Tuttavia, l’Italia non ha ascoltato il Fmi, che ha quindi ritenuto opportuno rimarcare l’importanza dello strumento di salvataggio negato a tutti gli altri membri dell’UE a causa del nostro veto. Il Fondo non commenta il voto del Parlamento perché non è di sua competenza.

D’altra parte, non è difficile capire che si tratta di giochi politici interni legati alla rivalità all’interno della maggioranza di governo tra il premier Meloni e il capo della Lega Salvini, che cercano di posizionarsi in vista delle elezioni europee.

Tuttavia, il Fmi fornisce una valutazione tecnica che non sfugge al ministro dell’Economia Giorgetti. Sostenere che in questo modo i risparmiatori italiani non dovranno salvare le banche tedesche è ingenuo.

Infatti, è vero che le nostre istituzioni sembrano solide al momento, ma quanti previdevano il collasso di Lehman Brothers nel 2007, Silicon Valley Bank o Monte dei Paschi? Se un giorno i pensionati tedeschi dovranno salvare una banca italiana, non avremo gli strumenti necessari per farlo.

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