I giudici riconoscono: “Il gol dell’Inter è stato segnato in modo non regolare”. “I precedenti sono rilevanti per i falli di mano”.

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La spinta di Bisseck a Strootman in Genoa-Inter:

“Open Var”, su Dazn, il responsabile del settore tecnico Trefoloni ha affermato: “È stata fatta una valutazione errata”. Durante Sassuolo-Genoa è stato concesso un rigore, basandosi su un episodio simile avvenuto in Fiorentina-Bologna.

“Per noi il gol di Arnautovic era da annullare”. Matteo Trefoloni, il responsabile del settore tecnico, ha comunicato la posizione ufficiale dell’Associazione Italiana Arbitri durante Open Var, il format di Dazn in cui vengono rivisti gli episodi avvenuti in campo e giudicati con l’aiuto della tecnologia: “In quell’azione di Genoa-Inter la spinta di Bisseck su Strootman era fallo”, ha spiegato Trefoloni, che ha aggiunto: “Per i contatti sulla parte alta del corpo conta l’intensità, qui probabilmente, in una decisione presa nel giro di pochi secondi, Doveri ha valutato in modo sbagliato”.

È stato fatto solo un accenno, un’anticipazione, perché almeno per ora in Open Var si commentano solo gli episodi delle partite su cui si è già pronunciato il Giudice Sportivo, quindi quelli del weekend precedente. L’Inter è stata coinvolta nel rigore prima concesso e poi revocato al Lecce, ospite dei nerazzurri nella partita di San Siro di sabato 23 dicembre. L’arbitro Mercenaro ha valutato come punibile un tocco di Carlos Augusto. In realtà il calciatore brasiliano ha colpito il pallone girato, con il braccio attaccato al corpo e l’impatto col gomito appare naturale, “congruo”. Il Var ha mandato al monitor il direttore di gara, che ha revocato il suo provvedimento.

La puntata è incentrata sui tocchi di mano in area, se sono punibili o meno. Non lo sono – e vengono giudicati correttamente in presa diretta – i colpi di braccio di Felipe Anderson in Empoli-Lazio e di Vojvoda in Torino-Udinese: in entrambi i casi il pallone sbatte prima su un’altra parte del corpo del giocatore e il contatto col braccio, in posizione naturale, è assolutamente fortuito. Felipe Anderson colpisce il pallone di testa e centra la sua stessa mano, Vojvoda – in un contrasto con un avversario – tocca la palla di piede, facendola impennare in modo inaspettato.

Da punire, come è stato fatto con l’auto del Var, il tocco di mano in area di Erlic in Sassuolo-Genoa. Dal vivo l’arbitro Guida ha lasciato proseguire (“Tocca un mezzo braccio ma per me è attaccato al corpo”), invece il Var Valeri ha subito mostrato i suoi dubbi (“Possibile mano, fai vedere”) e poi, dopo vari replay, ha invitato il collega ad andare al monitor. Il rigore è stato concesso, nonostante l’evidente involontarietà del tocco del giocatore del Sassuolo, perché la sua mano sinistra si trovava innaturalmente all’altezza della testa: Erlic quindi si assume il rischio del fallo, nel caso in cui intercetti il pallone con il braccio. E così è stato. Interessante, nel dettaglio, il commento nelle fasi concitate della decisione di Valerio Marini, l’Avar (l’assistente del Var): “Sembra tipo Parisi, quello di Parisi”. Il riferimento è al tocco di mano, anche qui su un’azione di calcio d’angolo, del difensore della Fiorentina Fabiano Parisi nella partita con il Bologna dello scorso 12 novembre. Anche lì è stato concesso il rigore dopo l’on field review. Trefoloni conferma che ci sono episodi che fanno giurisprudenza: “Quelli che vengono analizzati e portati a paragone e dati come certificati per offrire una soluzione ad arbitri e Var nel momento della decisione dal vivo”. In studio Andrea Stramaccioni commenta: “Questo è importante, perché i tifosi prima di tutto chiedono che gli episodi simili vengano il più possibile giudicati in modo omogeneo, in un senso o nell’altro”.

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