I giornalisti, la politica si sta attivando per risolvere la minaccia di chiusura dell’Agenzia Dire. Conte: “La questione del pluralismo nel nostro Paese”.

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Seduti davanti alla sede della testata fondata dall’ex segretario di Berlinguer nel 1987 sono presenti Conte, Bonelli, Ruotolo, Sensi e anche esponenti di FdI.
I dipendenti dell’Agenzia Dire si trovano in un presidio contro i licenziamenti e le sospensioni dell’editore avvenute durante le festività. Oggi, al sit-in davanti alla sede nazionale dell’agenzia di stampa a Roma, sono arrivate anche Giuseppe Conte, Angelo Bonelli di Alleanza Verdi Sinistra, Sandro Ruotolo, Marta Bonafoni, Stefano Graziano e Filippo Sensi del Pd, insieme ai vertici del sindacato dei giornalisti, l’Fnsi, e ai rappresentanti di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil. Il presidente dei 5 Stelle afferma: “Nel nostro Paese c’è una problematica di pluralismo. Stiamo procedendo verso una concentrazione oligopolistica e, come leader di una forza politica, devo denunciarlo assolutamente”.
Per fare un passo indietro, dopo i 14 licenziamenti considerati “immotivati” e “illegittimi” durante il periodo natalizio, nella notte del 31 dicembre l’amministrazione della Com.e, società editrice dell’Agenzia Dire, ha comunicato tramite email la sospensione immediata e senza retribuzione a 20 giornalisti. Il Comitato di Redazione della Dire afferma: “Un atto gravissimo e senza precedenti, privo di fondamento giuridico e assurdo per i tempi e i modi”.
La situazione è inaccettabile e mostra un disprezzo per il lavoro svolto dalla redazione in questi difficili mesi. La Rete No Bavaglio dichiara: “Un provvedimento che segue la grave decisione del governo di sospendere i fondi del Dipartimento per l’Editoria e il fermo giudiziario amministrativo disposto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito nei confronti della Com.e, in relazione alla vicenda giudiziaria che coinvolge la precedente proprietà. È inaccettabile che scelte insensate e colpe non attribuibili ai giornalisti della Dire vengano invece scaricate sulla redazione”.
La vertenza ha anche implicazioni politico-editoriali. Fondata nel 1987 su impulso di Antonio Tatò, già segretario di Enrico Berlinguer, l’agenzia vede ora alcuni personaggi con ruoli importanti nella proprietà attuale che appartengono all’estrema destra. Ad esempio, l’amministratore delegato Stefano Pistilli è vicino al leader di Forza Nuova, Roberto Fiore, recentemente condannato a otto anni e mezzo di reclusione per l’assalto alla sede della Cgil il 9 ottobre 2021. SiliconDev, la società che detiene il 95% di Com.e, ha come consulente Emilio Albertario, marito della ex magistrata e deputata leghista Simonetta Matone.

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Seduti davanti alla sede della testata fondata dall’ex segretario di Berlinguer nel 1987 sono presenti Conte, Bonelli, Ruotolo, Sensi e anche esponenti di FdI.
I dipendenti dell’Agenzia Dire si trovano in un presidio contro i licenziamenti e le sospensioni dell’editore avvenute durante le festività. Oggi, al sit-in davanti alla sede nazionale dell’agenzia di stampa a Roma, sono arrivate anche Giuseppe Conte, Angelo Bonelli di Alleanza Verdi Sinistra, Sandro Ruotolo, Marta Bonafoni, Stefano Graziano e Filippo Sensi del Pd, insieme ai vertici del sindacato dei giornalisti, l’Fnsi, e ai rappresentanti di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil. Il presidente dei 5 Stelle afferma: “Nel nostro Paese c’è una problematica di pluralismo. Stiamo procedendo verso una concentrazione oligopolistica e, come leader di una forza politica, devo denunciarlo assolutamente”.
Per fare un passo indietro, dopo i 14 licenziamenti considerati “immotivati” e “illegittimi” durante il periodo natalizio, nella notte del 31 dicembre l’amministrazione della Com.e, società editrice dell’Agenzia Dire, ha comunicato tramite email la sospensione immediata e senza retribuzione a 20 giornalisti. Il Comitato di Redazione della Dire afferma: “Un atto gravissimo e senza precedenti, privo di fondamento giuridico e assurdo per i tempi e i modi”.
La situazione è inaccettabile e mostra un disprezzo per il lavoro svolto dalla redazione in questi difficili mesi. La Rete No Bavaglio dichiara: “Un provvedimento che segue la grave decisione del governo di sospendere i fondi del Dipartimento per l’Editoria e il fermo giudiziario amministrativo disposto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito nei confronti della Com.e, in relazione alla vicenda giudiziaria che coinvolge la precedente proprietà. È inaccettabile che scelte insensate e colpe non attribuibili ai giornalisti della Dire vengano invece scaricate sulla redazione”.
La vertenza ha anche implicazioni politico-editoriali. Fondata nel 1987 su impulso di Antonio Tatò, già segretario di Enrico Berlinguer, l’agenzia vede ora alcuni personaggi con ruoli importanti nella proprietà attuale che appartengono all’estrema destra. Ad esempio, l’amministratore delegato Stefano Pistilli è vicino al leader di Forza Nuova, Roberto Fiore, recentemente condannato a otto anni e mezzo di reclusione per l’assalto alla sede della Cgil il 9 ottobre 2021. SiliconDev, la società che detiene il 95% di Com.e, ha come consulente Emilio Albertario, marito della ex magistrata e deputata leghista Simonetta Matone.

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