I aumenti di Capodanno: per la cena a casa una spesa che è aumentata del 2% rispetto all’anno scorso.

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Secondo l’indagine di Altroconsumo la differenza di prezzo tra prodotti identici è molto ampia: per i prodotti tipici di San Silvestro si possono spendere tra 27 e 270 euro. Dipende dalle scelte che facciamo.

Quanto ci costerà il cenone di Capodanno? La risposta, in un anno in cui l’inflazione è stata una compagnia indesiderata per ogni italiano, sembra scontata. Invece non è così: secondo l’indagine commissionata da Altroconsumo a Mkgsm e condotta in oltre 130 punti vendita in tutta Italia, l’aumento rispetto al 2022 è solo del 2%. Acquistando tutti i tipici prodotti per la cena di San Silvestro – spumante, cotechino (o zampone), lenticchie, ananas, datteri, fichi secchi, panettone e pandoro – si spendono in media 88 euro, rispetto agli 86 dello stesso periodo dell’anno scorso.

Ma questa è solo una media. Perché l’indagine rivela una grande varietà di prezzi, anche per lo stesso tipo di prodotto. Se la spesa pre-Capodanno ci costerà poco o, al contrario, risulterà economica, dipenderà solo dalle nostre scelte in negozio. Per gli stessi prodotti tipici si possono spendere solo 27 euro o, all’estremo opposto, 270 euro.

Facciamo alcuni esempi, partendo da prodotti di lusso come lo spumante (o champagne) e il salmone. Per fare un brindisi possono bastare 2,19 euro ma i prezzi possono salire fino a quasi 50 euro al bottiglia. E stiamo parlando di uno studio condotto in supermercati, ipermercati e discount, perché lo champagne può arrivare a costare anche diverse migliaia di euro. Nel complesso, il prezzo del singolo bottiglia è aumentato del 4%. Per quanto riguarda il salmone affumicato, per una confezione da 400 grammi si va dai quasi 6 euro ai 117 euro ma in generale i prezzi sono diminuiti del 4% rispetto all’anno scorso. Per il cotechino (o zampone) la differenza è contenuta: il meno costoso e il più costoso costano rispettivamente 3,98 e 18,90 euro ma in media questo è il prodotto che ha subito il maggior aumento di prezzo (+13%), seguito dai datteri (+12%) e i fichi secchi (+7%). Tornando al cotechino, a seconda delle marche l’aumento rispetto al 2022 può arrivare fino al +43%.

Impressiona anche la grande differenza di prezzo per la frutta secca: per un chilo di ananas possono bastare 97 centesimi ma si può arrivare a quasi 19 euro; per i datteri si va dai 3,56 ai 41 euro; i fichi secchi variano tra quasi 8 euro e 36 euro al chilo. Molto dipende dal tipo di confezionamento e dalle quantità: ad esempio una confezione da mezzo chilo di ananas già sbucciato e tagliato costerà inevitabilmente di più rispetto a un ananas intero.

Molti italiani preferiranno cenare al ristorante anziché a casa. Secondo il centro studi di Fipe-Confcommercio, ci sarà un aumento del 2,2% rispetto all’anno scorso, per un totale di 4,6 milioni di presenze. Per i circa 75mila ristoranti aperti tra il 2023 e il 2024, il fatturato raggiungerà i 433 milioni di euro, con un aumento del 4,6% rispetto al 2022. Considerando che il costo medio a persona sarà di 94 euro, che aumenteranno a 121 euro se il locale prevede anche spettacoli e musica. Nella competizione tra champagne francese e spumante italiano, quest’ultimo prevarrà, visto che sarà scelto da quasi 6 ristoratori su 10. Circa uno su tre (il 32%) consentirà di scegliere tra i due prodotti, mentre solo il 9% dei ristoranti offrirà esclusivamente champagne francese.

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