Gli ex presidenti della Camera non sono convinti dalla riforma del premierato. Fini: “Preferisco il modello tedesco” (che è gradito al Pd).

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Casini: “Si abbia il coraggio di dichiarare che il testo del governo viola i poteri del presidente della Repubblica”.

Bertinotti: “Il Parlamento è sottomesso, siamo una democrazia autoritaria”.

Né approvato, né respinto: solo rimandato, per ora, in attesa di capire come e se il Parlamento modificherà la legge di Bilancio.

Pier Ferdinando Casini, ex presidente della Camera, sottolinea che la riforma viola i poteri del presidente della Repubblica: “C’è un problema di onestà, non inganniamoci. Anche uno studente di primo anno di giurisprudenza direbbe che tutto sta cambiando, legittimamente, partendo dal potere di neutralità del capo dello Stato, perché una neutralità senza unghie non è una neutralità. Abbiamo il dovere di essere leali, non mi scandalizzo se si vuole fare una Repubblica presidenziale ma non si dica che con l’inganno individuato le cose rimangono così: non è vero, le cose sono cambiate. Dobbiamo avere il coraggio di dirlo”.

Fausto Bertinotti amplia il discorso: chiedere al Parlamento di non presentare emendamenti alla legge di Bilancio significa sancire “l’eutanasia politica” di esso, per me “il Parlamento è sottomesso, in Italia non c’è il primato del Parlamento ma del governo”, “ci troviamo di fronte a una democrazia autoritaria e secondo me con una forte tendenza oligarchica. Possiamo continuare su questa tendenza, e la proposta del governo secondo me la accentua, o invertire il ciclo e progettare un futuro diverso”.

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