Durante il periodo natalizio, sempre più italiani si impegnano nella tradizione dello scambio di regali. Secondo Confcommercio, le spese aumentano, in particolare per l’acquisto di vino e cibo che superano le spese destinate ai giocattoli.

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L’indagine dell’associazione mostra un aumento della quota di italiani che spenderà più di 300 euro. Internet supera i negozi

MILANO – Le famiglie provengono da mesi con bilanci oppressi dall’inflazione e da relative preoccupazioni. Ma forse davvero, come indicano i dati macro, con il rallentamento della corsa dei prezzi il vento sta un po’ cambiando.

Lo si vede anche nella tendenza segnalata, pur timida, dalla Confcommercio riguardante i regali di Natale. Per la prima volta dal 2019, era pre-Covid, aumenta la percentuale degli italiani che faranno i regali di Natale (73,2% rispetto al 72,7% dell’anno scorso) e aumenta anche il budget stanziato.

La stragrande maggioranza (91,7%) spenderà fino a 300 euro, con una spesa media pro-capite di 186 euro (in aumento rispetto ai 157 del 2022). Ma c’è uno spostamento verso l’alto degli scontrini, tanto che la percentuale di italiani che spenderà oltre i 300 euro aumenterà dal 2,8% all’8,3%. Resta fermo il principio che, della tredicesima, “solo una piccola parte sarà destinata ai regali (il 18,5%), mentre la maggior parte andrà per pagare tasse e bollette (24,9%) e per le spese per la casa (23,7%)”.

Infine, Internet si conferma al primo posto tra i canali preferiti per gli acquisti – e continua a crescere – mentre l’enogastronomia Made in Italy supera i giocattoli e i profumi. Il sondaggio indica infatti che saranno regalati principalmente prodotti enogastronomici (72,27%), giocattoli (50,1%), prodotti per la cura della persona (49,6%) e capi di abbigliamento (49,4%), con una tendenza in aumento rispetto al 2022.

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