Dalle 9 alle 13, i mezzi pubblici potrebbero essere sottoposti a possibili interruzioni a causa dello sciopero dei trasporti.

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La protesta che si sta verificando nelle grandi città, comporta il rischio di avere “bus lumaca” che circolano a rilento nei principali centri urbani.
MILANO – Si prospetta un’altra mattinata di disagi nelle città italiane a causa dello sciopero dei mezzi pubblici programmato per questa mattina dalle 9 alle 13. Questo stop è stato annunciato per richiedere aumenti salariali, riduzione dell’orario di lavoro settimanale da 39 ore a 35 e per migliorare la sicurezza nel settore. Molte località sono coinvolte, tra cui Roma, Napoli e Milano, soprattutto in quest’ultima, dove i dipendenti dell’Atm, l’azienda comunale che gestisce il trasporto locale, sciopereranno dalle 9 alle 13. Gli stessi orari verranno osservati anche nella capitale, dove i lavoratori di Atac e Roma Tpl incroceranno le braccia.

Oltre all’astensione dal lavoro, nei centri urbani verranno impiegati dei “bus lumaca”, ovvero mezzi che si muovono molto lentamente per tutta la giornata.

Lo sciopero è stato ridotto a seguito dell’ordinanza del ministro dei trasporti Matteo Salvini, che ha diminuito la durata del fermo da 24 a 4 ore.
“Rispettiamo il diritto di sciopero, ma dobbiamo ricordare che non può esserci uno sciopero dei mezzi pubblici ogni settimana che lascia a piedi milioni di persone”, ha dichiarato Salvini. È stato presentato un ricorso contro l’ordinanza al Tar, ma è stato respinto ieri.

Tuttavia, l’Usb ha annunciato che non obbedirà all’ordinanza e continuerà con lo sciopero di 24 ore. “È un atto politico del sindacato ritenuto necessario per cercare di fermare l’evidente attacco al diritto di sciopero”, afferma il sindacato, specificando però che questa disobbedienza “non coinvolgerà i lavoratori”, che rischiano sanzioni fino a 1000 euro. “Salvini continua a concentrarsi sul sindacato invece di riconoscere l’assoluta e crudele mancanza di disponibilità dei datori di lavoro”, attaccano i sindacati di base.

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