Bologna celebra l’opera di Felice Giani attraverso una mostra dedicata esclusivamente a lui.

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Fino al 25 febbraio, il Palazzo Bentivoglio ospita una mostra dedicata a Felice Giani, un famoso pittore e decoratore piemontese del periodo neoclassico italiano. In occasione del bicentenario della sua morte, la mostra intitolata “Felicissimo Giani” espone 44 opere create da Giani all’inizio del XIX secolo. L’esposizione, curata da Tommaso Pasquali, si sviluppa nelle tre sale principali del Palazzo Bentivoglio con un allestimento ideato dall’architetto e designer Franco Raggi.
Giani, originario del Piemonte ma adottato dalla città di Bologna, interpreta la pittura neoclassica in modo unico e personale, creando composizioni dinamiche e drammatiche che sfiorano il grottesco. Durante la sua carriera, ha lavorato a Parigi per Napoleone decorando le stanze delle Tuileries e della Malmaison, ma purtroppo tali dipinti sono andati perduti. Alcune delle sue decorazioni realizzate per Palazzo Doria, Palazzo Altieri e Palazzo di Spagna a Roma, così come la Galleria dei Cento Pacifici a Faenza, sono ancora visibili. La mostra espone anche due rare tempere, recentemente ritrovate, che raffigurano un “Trionfo di Bacco” e un “Trionfo di Cibele”, dipinti sul soffitto di una sala da pranzo di Palazzo Bentivoglio nel 1810.
L’esposizione restituisce vita all’autore non solo attraverso gli interventi murali e sui soffitti, che mostrano come Giani abbia interpretato le aspirazioni culturali delle classi emergenti durante l’epoca napoleonica, ma anche attraverso la sua prolificità nella produzione grafica. Oltre a una selezione di opere inedite provenienti dalla collezione permanente del Palazzo Bentivoglio, la mostra presenta importanti prestiti che tracciano un percorso artistico di Giani esteso per quattro decenni.
Quattro opere d’arte contemporanea, realizzate da Flavio Favelli, Franco Raggi, Pablo Bronstein e Luigi Ontani, fungono da contrappunto alla produzione multiforme di Giani: Favelli e Raggi illustrano il rapporto tra arte contemporanea e antichità classica, mentre Bronstein e Ontani richiamano il grottesco presente nella pittura di Giani. La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato da Cura che contiene immagini e schede di tutte le opere esposte.

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Fino al 25 febbraio, il Palazzo Bentivoglio ospita una mostra dedicata a Felice Giani, un famoso pittore e decoratore piemontese del periodo neoclassico italiano. In occasione del bicentenario della sua morte, la mostra intitolata “Felicissimo Giani” espone 44 opere create da Giani all’inizio del XIX secolo. L’esposizione, curata da Tommaso Pasquali, si sviluppa nelle tre sale principali del Palazzo Bentivoglio con un allestimento ideato dall’architetto e designer Franco Raggi.

Giani, originario del Piemonte ma adottato dalla città di Bologna, interpreta la pittura neoclassica in modo unico e personale, creando composizioni dinamiche e drammatiche che sfiorano il grottesco. Durante la sua carriera, ha lavorato a Parigi per Napoleone decorando le stanze delle Tuileries e della Malmaison, ma purtroppo tali dipinti sono andati perduti. Alcune delle sue decorazioni realizzate per Palazzo Doria, Palazzo Altieri e Palazzo di Spagna a Roma, così come la Galleria dei Cento Pacifici a Faenza, sono ancora visibili. La mostra espone anche due rare tempere, recentemente ritrovate, che raffigurano un “Trionfo di Bacco” e un “Trionfo di Cibele”, dipinti sul soffitto di una sala da pranzo di Palazzo Bentivoglio nel 1810.

L’esposizione restituisce vita all’autore non solo attraverso gli interventi murali e sui soffitti, che mostrano come Giani abbia interpretato le aspirazioni culturali delle classi emergenti durante l’epoca napoleonica, ma anche attraverso la sua prolificità nella produzione grafica. Oltre a una selezione di opere inedite provenienti dalla collezione permanente del Palazzo Bentivoglio, la mostra presenta importanti prestiti che tracciano un percorso artistico di Giani esteso per quattro decenni.

Quattro opere d’arte contemporanea, realizzate da Flavio Favelli, Franco Raggi, Pablo Bronstein e Luigi Ontani, fungono da contrappunto alla produzione multiforme di Giani: Favelli e Raggi illustrano il rapporto tra arte contemporanea e antichità classica, mentre Bronstein e Ontani richiamano il grottesco presente nella pittura di Giani. La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato da Cura che contiene immagini e schede di tutte le opere esposte.

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