“Al genitore che ha insultato l’arbitra di 17 anni verrà inflitta una sospensione di 5 anni: devi subire la stessa sorte di Giulia Cecchettin.”

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La persona offesa è un’arbitro. Durante una partita di basket maschile, il colpevole è un genitore: e non è la prima volta per lui.

Quegli insulti sessisti, vergognosi, rivolti a una ragazzina di 17 anni, costeranno a un uomo di 50 anni una sospensione dalle manifestazioni sportive di 5 anni. Questa decisione è stata presa dal questore di Padova, Marco Odorisio, che ha emanato il provvedimento di esclusione da tutte le competizioni sportive sul territorio nazionale fino al 2028.

Il caso è diventato noto in tutta Italia qualche giorno fa. Lo scorso 3 dicembre, durante la partita di basket Silver under 17 tra le squadre Pallacanestro Camin (che ha preso le distanze da quanto accaduto sul proprio campo tramite i social media) e Cittadella Brenta Gunners, un uomo si è rivolto all’arbitro, una ragazza di Padova di soli 17 anni, con insulti sessisti e ha persino augurato che “sia come quella di Vigonovo”. Questo è chiaramente un riferimento alla tragica vicenda di Giulia Cecchettin.

Le indagini svolte, anche a seguito della denuncia presentata dal padre della ragazza, hanno permesso di identificare un tifoso responsabile di grida, offese e insulti sessisti nei confronti della giovane arbitro di 17 anni: si tratta del padre di un giovane giocatore di pallacanestro, già noto nel contesto sportivo per comportamenti simili, tra cui insulti e insofferenze, sempre verificatisi durante eventi sportivi. Il cinquantenne è stato segnalato all’autorità giudiziaria per minacce e diffamazione, con l’aggravante di aver agito contro un minore in un luogo in cui si stava svolgendo una manifestazione sportiva.

La vittima è una arbitra. Il fatto durante una partita di basket maschile, il responsabile è un genitore: e per lui non era la prima volta.

Quegli insulti sessisti, vergognosi, a una ragazzina di 17 anni, costeranno a un 50enne un Daspo di 5 anni. Lo ha deciso il questore di Padova, Marco Odorisio, che ha emesso il provvedimento bannando l’uomo, un genitore di Camposampiero (Padova), da tutte le manifestazioni sportive sul territorio nazionale fino al 2028.

Il caso era quello diventato noto in tutta Italia alcuni giorni fa. Lo scorso 3 dicembre l’uomo, durante la partita di basket under 17 maschile Silver tra le società Pallacanestro Camin (che si è dissociata via social da quanto accaduto sul suo campo) e Cittadella Brenta Gunners, si era rivolto all’arbitra, una ragazzina di Padova di appena 17 anni, usando insulti sessisti per poi arrivare ad augurarle di “fare la fine di quella di Vigonovo”. Un chiaro riferimento alla drammatica vicenda di Giulia Cecchettin.

Gli accertamenti svolti, anche a seguito della querela sporta dal padre della ragazza, hanno consentito di identificare un tifoso resosi responsabile di urla, ingiurie ed insulti sessisti contro la 17enne direttrice di gara: si tratta del padre di un giovane cestista, già conosciuto nel contesto sportivo per fatti simili, tra offese e intemperanze, sempre avvenuti nel corso di eventi sportivi. Il cinquantenne è stato segnalato all’autorità giudiziaria per minaccia e diffamazione, aggravati dall’aver agito nei confronti di una minore ed in un luogo dove si stava svolgendo una manifestazione sportiva.

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